Carbossiterapia vs Cellulite

La cellulite è un inestetismo che colpisce la maggior parte delle donne, indipendentemente dall’età e dalla corporatura. Con il suo caratteristico aspetto a “buccia d’arancia”, la cellulite è causata da un insieme di fattori: genetici, ormonali e di stile di vita, come l’alimentazione e la sedentarietà.

Nonostante non rappresenti un problema di salute, la sua presenza può avere un impatto significativo sull’autostima e sulla percezione del proprio corpo.
Negli ultimi anni, la carbossiterapia ha guadagnato una sempre crescente popolarità nel trattamento della cellulite. Questa tecnica medicale, che utilizza microiniezioni di anidride carbonica (CO₂), è diventata una soluzione sempre più apprezzata per la sua capacità di fornire risultati visibili e duraturi.

In questo articolo, con l’aiuto la dott.ssa Enrica Bruzzone, iscritta alla Società Medica di “Carbossiterapia Italiana” medico Anestesista che presso San Babila Clinic si occupa di Carbossiterapia oltre che di Ozonoterapia e Terapia del Dolore, esploreremo più in dettaglio come funziona la carbossiterapia e come agisce sulla cellulite.

Indice

COS’È LA CARBOSSITERAPIA

La carbossiterapia è un trattamento medico che nasce molti anni fa nella pratica angiologica con lo scopo di migliorare l’ossigenazione dei tessuti compromessi dalla cattiva circolazione arteriosa.
Nel corso degli anni la carbossiterapia ha trovato nuovi ambiti di applicazione, guadagnando un sempre maggiore interesse nell’ambito della medicina estetica e della dermatologia.

“Il trattamento di carbossiterapia – ci spiega la dott.ssa Bruzzone -consiste nella somministrazione di anidride carbonica medicale (CO₂) nel tessuto sottocutaneo tramite microiniezioni localizzate, sia a scopo terapeutico, come nel caso di insufficienza veno-linfatica cronica, ulcere e fenomeno di Raynaud, sia estetico come cellulite, tessuto adiposo localizzato, ritenzione idrica e atonicità della pelle. La carbossiterapia inoltre è una terapia sicura, ampiamente testata e priva di rischi e di tossicità”.

COME AGISCE LA CARBOSSITERAPIA

L’anidride carbonica è una sostanza che il nostro corpo produce attraverso la respirazione ed è una componente naturale e vitale dell’atmosfera terrestre.
“Una volta iniettata sotto la pelle – prosegue la dott.ssa Bruzzone – l’anidride carbonica si diffonde rapidamente, generando una vasodilatazione dei piccoli vasi sanguigni con il conseguente miglioramento del drenaggio veno-linfatico e l’eliminazione dei prodotti di scarto (tossine).
Questo processo inoltre non solo migliora l’ossigenazione dei tessuti ma stimola anche i fibroblasti a produrre più collagene ed elastina, rendendo la pelle più tonica e compatta”.
Sono molteplici i campi di applicazione di questa metodica della medicina estetica, infatti la carbossiterapia, non solo è utilizzata per contrastare la cellulite su gambe, braccia, addome e glutei, ma è anche un trattamento anti-aging utile per contrastare l’invecchiamento cutaneo del viso, del collo e del decolletè.

TRATTAMENTO DELLA CELLULITE CON CARBOSSITERAPIA

La cellulite, o più propriamente “pannicolopatia edemato fibrosa”, è una malattia infiammatoria causata da un’insufficienza del microcircolo a livello del tessuto adiposo e ne soffre la maggior parte della popolazione femminile.

“La carbossiterapia è uno dei trattamenti più utilizzati ed efficaci per contrastare la cellulite ai sui primi stadi, in quanto aiuta a ripristinare il microcircolo sanguigno laddove è sofferente, e a ridurre gli edemi che causano la pelle a buccia d’arancia. In stadi più avanzati – specifica la dott.ssa Bruzzone – i risultati migliori si ottengono in combinazione con altri trattamenti come onde d’urto, radiofrequenza e linfodrenaggio metodo Vodder”.

Con la carbossiterapia possono essere trattati tutti i distretti corporei. “Le iniezioni – aggiunge la dottoressa – possono essere effettuate su addome, braccia glutei e a livello degli arti inferiori, dalle cosce fino alle caviglie comprese, che talvolta possono risultare edematose e conferire un aspetto poco armonico alle gambe”.

Della cellulite però – come ci tiene a sottolineare l’esperta – “bisognerebbe prendersene cura tutto l’anno. La cellulite, infatti, non è solo un problema estetico, ma una vera e propria patologia multifattoriale che va indagata e curata”.

Diversi studi inoltre dimostrano che la carbossiterapia aiuta anche a ridurre gli accumuli di grasso localizzato rompendo le cellule adipose e potenziando i processi metabolici lipolitici locali.

QUANTE SEDUTE SONO NECESSARIE

“Indicativamente sono previste dalle 6 alle 12 sedute a cadenza settimanale a seconda della tipologia di cellulite” spiega la specialista. Dopo un’attenta visita sarà il medico ad impostare l’adeguato protocollo terapeutico. La visita medica è premessa cardine per il corretto ed efficace utilizzo di questa metodica.

È inoltre importante ricordare che ogni trattamento di carbossiterapia deve sempre essere eseguito da personale medico qualificato.
Il costo della singola seduta è di 100 euro e sono previsti degli specifici pacchetti in base al numero di sedute.
Nella cura della cellulite è consigliabile eseguire delle sedute di mantenimento su indicazione del medico.

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