CELLULITE

Stai cercando un professionista che si occupa di carbossiterapia per il trattamento della cellulite a Milano?

Negli ultimi anni la carbossiterapia ha trovato un ampio utilizzo nel campo della medicina estetica per il trattamento e la cura di molteplici inestetismi come cellulite, smagliature, adiposità localizzata, cicatrici, lassità cutanea, gambe gonfie e molto altro.

Inizialmente non si parlava ancora di carbossiterapia ma di “terapia mediante anidride carbonica”, il termine carbossiterapia verrà coniato solo nel 1995 durante il XVI Congresso Nazionale di Medicina Estetica ed inizia a diffondersi nel senso di “somministrazione sottocutanea di CO2 controllata”.

La carbossiterapia non è però semplicemente una somministrazione sottocute di anidride carbonica in forma gassosa bensì una metodica la cui efficacia e sicurezza sono garantiti da molteplici fattori.

La variabile più importante per ottenere dei risultati rilevanti e poter creare dei protocolli specifici a seconda della patologia o inestetismo trattato è poter monitorare, in tempo reale durante tutto il trattamento, il flusso di gas che viene realmente iniettato sottocute, modulando la somministrazione a seconda del grado di lassità o di compatezza dei tessuti.
In ogni ambito di applicazione esiste un protocollo di trattamento specifico frutto delle esperienze cliniche maturate negli anni che dev’essere ponderato in base alle specificità del paziente.

Indice

Come funziona la carbossiterapia sulla cellulite?

La tanto nominata cellulite, che affligge la maggior parte delle donne di qualsiasi età, consiste in una panniculopatia edemato-fibro-sclerotica. Il nome stesso ci indica che si tratta di una patologia che coinvolge il pannicolo adiposo, su base di alterazione della sincronia di vasodilatazione e vasocostrizione del microcircolo sanguigno, legato alle fluttuazioni ormonali femminili.

Questo squilibrio porta ad una riduzione della perfusione tissutale e pertanto una ipo-ossigenazione, che instaura un circolo vizioso dapprima con formazione di edema, che conduce ad una ulteriore stasi a livello extracellulare, per poi dare una reazione di difesa, proprio cicatriziale, che è la formazione di quei tralci fibrotici che tanto agognano la pelle delle pazienti.

La carbossiterapia è utile per il trattamento della cellulite sino al terzo stadio, l’ultimo, il quarto invece è solo di risoluzione chirurgica.

Il gas CO2 infatti ha effetti:

  • vasodilatatori, con ripristino della circolazione veno-linfatica tissutale.
  • Lipolitici: di spremitura delle cellule adipose, attivando il nostro enzima “adenilato ciclasi”, scindendo i nostri depositi adiposi, stoccati sotto forma di trigliceridi, in glicerolo e acidi grassi, poi metabolizzabili.
  • Lipoclastici: di rottura della membrana delle cellule adipose, con moderata riduzione del volume di grasso a livello dei lobuli adiposi caratteristicamente dilatati nella cellulite.

Rappresenta una vera e propria terapia medica della cellulite, andando a contrastare in maniera efficace il processo patogenetico sottostante.

Quali sono i benefici della carbossiterapia?

I benefici legati alla carbossiterapia sono molteplici, e visibili generalmente dalla quinta seduta. La sensazione tuttavia di benessere, riferita come il percepire “le gambe leggere” è invece avvertibile appena terminata la procedura medica.

La carbossiterapia è utile nel trattamento di tutti quei disturbi caratterizzati da alterazioni della microcircolazione su cui l’anidride carbonica è in grado di esercitare effetti benefici incrementando il flusso ematico locale.

L’anidride carbonica a livello del microcircolo :

  • Migliora l’azione di pompa delle arteriolare e metarteriolare determinando un aumento della velocità del flusso ematico locale
  • Favorisce il rilassamento delle cellule muscolari lisce presenti a livello degli sfinteri precapillari
  • A lungo termine induce una angiogenesi (processo di formazione di nuovi vasi sanguigni a partire da quelli già esistenti) mediata dalla liberazione di fattori di ricrescita

Gli effetti dell’anidride carbonica, tuttavia, non finiscono qui. Questo gas, infatti, agisce anche a livello del tessuto adiposo:

  • Per azione meccanica il flusso del gas rompe le membrane delle cellule adipose (azione lipoclasica) mantenendo però indenni vasi e tessuto connettivo.
  • L’aumento del flusso ematico locale riattiva il metabolismo cellulare innescando una maggiore richiesta energetica da parte del tessuto adiposo e quindi stimolando la lipolisi (processo biologico di degradazione o di smaltimento dei grassi corporei)
  • La CO2 localmente iniettata induce una diminuzione dei livelli di pH locale e il conseguente maggior rilascio di ossigeno da parte dell’emoglobina (effetto di Bohr). La maggior concentrazione di ossigeno favorisce i processi catabolici di ossidazione degli acidi grassi.

A livello del sistema linfatico l’anidride carbonica aumenta la velocità di eliminazione dei ristagni di liquidi, favorendo il ripristino del drenaggio linfatico anche nei casi più severi.

I benefici della CO2 sulla cute sono invece attribuibili da un lato all’azione meccanica operata dal flusso di gas iniettato che iperdistendendo i tessuti sottocutanei stimola il metabolismo dei fibroblasti inducendoli ad una maggior produzione di acido ialuronico, collagene e fibre elastiche mentre a livello biochimico la maggior ossigenazione delle cellule della pelle le stimola a riprodursi più velocemente.

Tutti questi fattori concorrono ad un miglioramento del tono ed dell’elasticità della cute Non sono ancora ben noti i meccanismi per cui la somministrazione di anidride carbonica abbia un effetto antalgico.

Alcuni ricercatori suggeriscono che possa essere attribuibile al rilassamento delle fibrocellule muscolari degli sfinteri precapillari i cui recettori venendo
stimolati hanno un’azione di feedback sul sistema nervoso centrale e per influenza secondaria di inibizione sulle citochine infiammatorie.

Come avviene il trattamento di carbossiterapia?

Il trattamento consiste in micro-iniezioni intradermiche o sottocutanee di anidride carbonica medicale. Il gas viene somministrato sotto pelle attraverso un sottile ago posto all’estremità di un tubicino, collegato all’apparecchio medico contenente anidride carbonica.

Tutto il sistema di infusione di CO2 medicale avviene in condizioni di sterilità. Benché il trattamento sia poco invasivo deve sempre essere eseguito da personale
medico che sulla base di una corretta diagnosi valuterà il protocollo terapeutico più appropriato da adottare.

In ogni ambito di applicazione esiste un protocollo clinico di trattamento specifico, che dovrà essere modulato in base alla specificità del paziente.

Il medico dovrà valutare diversi parametri (il grado di lassità o compatezza del tessuto, la soglia di sensibilità dell’area trattata, fattori climatici etc..) e riconsiderarli in relazione ad un protocollo che deve essere calcolato su misura rispettando certe linee guida.

La carbossiterapia è dolorosa?

La carbossiterapia fa male quando il gas viene iniettato in modo non controllato senza considerare dei parametri fondameli come il grado di compatezza o di lassità del tessuto, la velocità del flusso, la quantità di anidride carbonica iniettata ed il progressivo accomodamento tissutale.

Se correttamente eseguita la carbossiterapia non è un trattamento doloroso, tuttavia dipende molto anche dalla sensibilità del paziente e dalla zona trattata. Quando il gas cerca di farsi strada nel sottocute si avverte un formicolio e nei primi 2/5 minuti si potrebbe avvertire una sensazione di fastidio che tende a scomparire sensibilmente pochi minuti dopo l’infiltrazione.

Per una buona riuscita è fondamentale che il flusso di gas venga iniettato in modo controllato tenendo conto dello stato dei tessuti e venga modulato in tempo reale durante il trattamento.

Durante l’intero procedimento il paziente dovrà comunicare al medico qualsiasi tipo di fastidio, in modo tale che egli possa intervenire modificando in base alle esigenze del momento i parametri di somministrazione, cercando di rendere il trattamento il più confortevole possibile.

La carbossiterapia è sicura?

L’anidride carbonica è un gas che produciamo noi stessi durante i processi metabolici cellulari, ed in questo caso, essa viene captata dalla proteina eritrocitaria, nota come emoglobina, e condotta attraverso il sistema circolatorio ai polmoni, per poi essere espulsa.

Per quanto attiene invece al gas inoculato con carbossiterapia, una porzione viene captata dall’emoglobina ed espulsa attraverso la respirazione (come avviene per quella di sintesi da parte del nostro corpo), mentre la quota eccedente viene convertita in ioni inattivi quale ione bicarbonato e ione idrogeno da parte di un enzima presente sulla membrana dei globuli rossi, ed escreta a livello renale.

L’anidride carbonica iniettata durante il trattamento viene allontanata dall’organismo mediante i naturali meccanismi endogeni di eliminazione che vengono utilizzati anche nelle normali condizioni fisiologiche.

L’anidride carbonica utilizzata nei trattamenti di carbossiterapia è medicale ossia viene prodotta da aziende specializzate che la rendono batteriologicamente pura garantendone quindi la sterilità e l’assoluta atossica.

Tutto il sistema di infusione di CO2 medicale avviene in condizioni di sterilità. Il device medicale che utilizziamo è dotato di filtri antispore che purificano il gas medicale da possibili contaminazioni inoltre l’apparecchiatura controlla costantemente la purezza del gas durante tutto il processo d’infusione.

Le microiniezioni vengono eseguite con l’ausilio di un tubicino di erogazione dotato di un ago molto sottile in confezione sterile usa e getta per evitare il rischio di malattie emo-trasmissibili.

Quali sono gli effetti collaterali della carbossiterapia?

Il trattamento di carbossiterapia quando eseguito a dosaggi terapeutici e con idonee apparecchiature brevettate per il controllo del flusso non comporta rischi. La carbossiterapia è una tecnica assolutamente sicura e in nessun modo può dare origine a fenomeni embolici o a reazioni allergiche.

Gli effetti collaterali che si possono riscontare sono di lieve entità e transitori.Durante la seduta si può avvertire un leggero bruciore quando il gas si fa strada nel sottocute, sensazione che diminuisce sensibilmente in pochi minuti.

Possono comparire dei piccoli lividi in sede di iniezione che scompaiono in pochi giorni benché rari, pari al 5% delle attuali casistiche.

Naturalmente è fondamentale affidarsi a personale medico formato che utilizzi apparecchiature certificate dal Ministero della Sanità.

Controindicazioni della carbossiterapia

La carbossiterapia se effettuata seguendo le corrette linee guida non comporta rischi ed è un trattamento sicuro ma non privo di controindicazioni.

La carbossiterapia è controindicata in caso di gravidanza, allattamento, cardiopatie, diabete anemie gravi, insufficienze respiratorie, cardiache, renali ed epatiche.

Come per ogni trattamento medico prima di sottoporsi ad un trattamento di carbossiterapia è necessario eseguire una visita medica preliminare al fine di escludere la presenza di eventuali controindicazioni.

Quante sedute sono necessarie e quanto dura una seduta di carbossiterapia?

Generalmente un ciclo di carbossiterapia può variare tra le 8 alle 15 sedute a seconda della patologia o inestetismo da trattare, la frequenza è solitamente 1 o 2 volte alla settimana su indicazione del medico. La durata di una seduta varia dai 15 ai 30 minuti.

San Babila Clinic è un centro medico polispecialistico situato nel centro di Milano, a pochi passi da Piazza San Babila, con pluriennale esperienza nel settore medico, si occuperà di offrirti il professionista più adatto a te, per il tuo trattamento di cellulite con carbossiterapia a Milano. Prenota ora.

La nostra Clinica è certificata da Carbossiterapia Italiana (Società Medica di Carbossiterapia Italiana). I medici del nostro team adottano scrupolosamente il protocollo stabilito dalla Società “Carbossiterapia Italiana” durante l’esecuzione dei trattamenti.